- Team Europe: I cambiamenti avvenuti negli ultimi
anni hanno profondamente modificato la società. Indichi quali secondo Lei sono le
tre caratteristiche principali della società attuale:
COMPETITIVA - COMPLESSA -
SELETTIVA - INSTABILE - CAOTICA - MERITOCRATICA ?
- Intervistato: Rivoluzionaria nella sua accezione
più negativa, si cambia perché si vuole lasciare la propria impronta, non per migliorare
veramente, tutti pensano di essere dei geni e più bravi di quelli che hanno “creato”
prima. Instabile, in conseguenza di ciò ci si trova in un clima di instabilità estrema,
le cose cambiano più velocemente di quanto le persone possano fare, i gap generazionali
sono sempre più ristretti infatti bastano pochi anni di differenza per creare gruppi
molto diversi tra loro e lo vediamo specialmente nei target più giovani. 100 anni
fa un anziano era un “vecchio saggio” carico di esperienze e sapere, oggi si diventa
dei “vecchi rimbambiti” lontani dalle realtà e poco hanno da offrire alle nuove
generazioni, forse solo un po’ di umanità residua, ma questa non viene più capita
dalle nuove leve. Caotica, in nome della “democrazia e dei diritti” di tutti, si
vede che chiunque anche senza la minima preparazione o conoscenza, perora in maniera
cieca cause o argomenti di vario genere. Non esistono più termini di riferimento
condivisi da tutti, principi o “etica”, c’è una segmentazione ed uno spezzettamento
estremo delle idee, dei concetti, di cosa è giusto e cosa è sbagliato ed il livello
di conflittualità nella società è altissimo.
- Team Europe : Come valuta complessivamente il cambiamento
avvenuto? POSITIVO – NEGATIVO – NEUTRALE. Ritiene sia stato percepito in tempo?
- Intervistato: Negativo, penso che recepirlo in tempo
o no faccia poca differenza, il livello di caos è talmente elevato che ritengo improbabile
che esistano organi o organizzazioni che siano in grado di comprendere cosa dovrebbe
essere fatto e tanto meno metterlo in pratica. A tal proposito viene in aiuto il
libro “Cavalcare la tigre” di Julios Evola che spiega come questa tendenza fosse
già sentita e presente negli anni ’30, e già a quell’epoca si riteneva improbabile
poter essere in grado di intervenire e guidare un possibile cambiamento o correzione
della rotta.
- Team Europe: Ritiene che la qualità dell’ambiente
di lavoro e del Management delle proprie responsabilità siano migliorate, peggiorate
oppure sono rimaste stabili? Perché?
- Intervistato: Faccio riferimento all’arco temporale
che per la mia età posso commentare con cognizione di causa, nella fattispecie gli
ultimi 20 anni. La qualità del lavoro e le responsabilità sono definitivamente cambiate,
alcune in meglio, alcune in peggio, mi soffermerò su quella che ritengo la più eclatante.
La mancanza di sicurezze. Ci sono state varie crisi economiche e un’ alternanza
di periodi più o meno positivi, ma dall’inizio del nuovo millennio alcune cose sono
cambiate per sempre e hanno cambiato il mondo e di conseguenza il mondo del lavoro
in modo radicale. Per la forza lavoro in Italia e conseguentemente anche per i managers,
il lavoro era un dato di fatto, oggi non lo è più. Dopo espansioni troppo disinvolte
ci si trova oggi di fronte ad un ridimensionamento importante accentuato dalla concentrazione
aziendale che ha ridotto in maniera più che sostanziale la richiesta di managers,
qualcuno dirà è già successo durante altre crisi economiche e questo è vero, ritengo
però che oggi non ci sarà una inversione di tendenza, ma ci sarà una stabilizzazione
al livello attuale, non si vedono le condizioni nè a medio nè a lungo periodo per
una vera ripresa generalizzata.
- Team Europe: Indichi quali dei seguenti cambiamenti
l’hanno spinta a cercare soluzioni alternative nel suo stile di management:
PREVALENZA
DI UN SISTEMA DI VALORI QUALITATIVO
MAGGIORE COMPLESSITA’
MAGGIOR COMPETITIVITA’ E CONFRONTO
AUMENTO DELLA CONFLITTUALITA’ DI INTERESSI.
- Intervistato: Questi cambiamenti mi hanno spinto
a smettere di cercare nuovi sistemi di management e a rispolverare i vecchi manuali,
oggi più che mai contano le persone e le persone oggi hanno bisogno di guida e sicurezza,
i managers sono un po’ meno spavaldi, “la paura fa 90”, mi riferisco alla paura
all’esterno del proprio ambito lavorativo e cercano maggiormente posizioni e percorsi
di carriera chiari e programmati, credo sia finito il tempo delle sgomitate all’impazzata,
non ci sono più le condizioni, oggi un passo falso costa molto più caro che 10/15
anni fa. Nel mio team cerco d’instaurare un processo di sviluppo e anche quando
ci sono cambiamenti veloci da fare cerco di far vivere i processi come evolutivi
e non di rottura, cerco di ridurre lo stress non collegato a specifici aspetti lavorativi
al minimo. Cerco inoltre di disegnare gli organici in modo da avere intercambiabilità
di alcune posizioni, ma non creo concorrenza, ce n’è già troppa nel mercato, e disegno
percorsi di medio periodo per ogni membro del team. Elementi fondamentali a mio
giudizio sono la ricerca della professionalità massima, perciò fenomeni di job rotation
contenuti, e la continuità nel lavoro, perciò comporre un team di persone che duri
nel tempo per garantire continuità al lavoro e specialmente al processo strategico.
- Team Europe: In base ai Cambiamenti da lei elencati,
come è stata vissuta e accettata dalla sua azienda e dai suoi diretti Collaboratori
la conseguente NECESSITA’ AL CAMBIAMENTO?
- Intervistato: Nella mia azienda questo “ritorno
alle origini” è stato vissuto molto bene a tutti i livelli, in conseguenza del fatto
che la ILLVA viene da un periodo di continui ed eccessivi cambiamenti organizzativi,
specialmente nell’area commerciale e la definizione di una direzione di lungo periodo
oltre ad una stabilizzazione delle procedure e del modus operandi era necessaria
e ansiosamente attesa specialmente nell’ambito dei collaboratori.
- Team Europe: Si è trovato di fronte a una certa RESISTENZA
AL CAMBIAMENTO? Se sì, come l’ha affrontata?
- Intervistato: Nonostante sia piuttosto comune trovare
una certa resistenza al cambiamento, questo fenomeno in ILLVA è stato abbastanza
limitato grazie anche ad un lavoro di preparazione sulle persone che ha facilitato
molto l’accettazione dei cambiamenti. Per gli inevitabili casi di impossibilità
al cambiamento ho avuto il lusso del tempo, si sono create condizioni al contorno
non più ideali che hanno favorito la ricerca di altre soluzioni lavorative, posso
con una certa soddisfazione affermare tutti i cambiamenti sono avvenuti senza che
nessun membro del team sia stato allontanato o siano state create intenzionalmente
quelle condizioni sfavorevoli alla permanenza in azienda.
- Team Europe: Quali sono stati i PRINCIPALI CAMBIAMENTI
da lei apportati? In quali delle seguenti Aree ? SALES STRATEGY – TRADE APPROACH
– SALES ENGINEERING – INFORMATION SYSTEM - Altro:?
- Intervistato:Intelligence, Missione aziendale: ridefinizione
della strategia di lungo periodo alla luce dei notevoli cambiamenti negli assetti
dei principali gruppi concorrenti nei nostri mercati. Marketing: Prodotti, revisione
sostanziale del portafoglio per creare un pacchetto prodotti più in linea con le
esigenze del mercato sia nei confronti del consumatore finale sia nei confronti
del trade. Comunicazione, un notevole cambio nella strategia di comunicazione sia
in termini di messaggio sia in termini di composizione media, ho spostato molto
gli investimenti dalla televisione a investimenti in attività di marca nei luoghi
di consumo dei nostri prodotti. Vendite: Nuovo disegno della struttura con netta
linea di demarcazione tra Modern Trade e Horeca con una maggiore propensione a portare
“la vendita in casa”, nel settore alcolici tutte le aziende si avvalgono di strutture
miste con personale diretto e agenti, noi stiamo concentrando le vendite sul personale
diretto. Nuovo approccio alle condizioni commerciali sia nella GDO sia nell’Horeca,
nel primo cambiamenti volti a massimizzare gli investimenti promozionali, nel secondo
volti a massimizzare la copertura distributiva.
- Team Europe: Nel realizzare i suddetti Cambiamenti
ha generato e si è avvalso di un Processo di Innovazione? Se sì, in quali Aree?
- Intervistato: Anche qui sono tornato abbastanza
alle origini, sebbene il modello a matrice che ho utilizzato si sia fregiato dell’inusuale
elemento della tridimensionalità, mi sono rifatto ad un modello di ricerche di mercato
che avevo utilizzato molti anni fa alla Mars, il modello si chiama infatti Matrix,
ma per quanto mi risulta è l’unico che funzioni in maniera tridimensionale aumentando
moltissimo la possibilità di introdurre variabili misurabili nel modello, il limite
al numero delle variabili che si possono introdurre è dato dal limite del cervello
umano di capire e gestire un numero superiore a 5/6 dimensioni, ricordiamoci che
i modelli su carta lavorano su 2 dimensioni. La peculiarità di questo modello è
che permette di gestire un elevato numero di variabili complesse al fine di verificare
il “What if” e dare una simulazione di cosa succederebbe al modello dopo una determinata
azione es. lancio di un prodotto, riposizionamento di un altro o dopo il cambio
di un’organizzazione di vendita. Ho utilizzato questo modello sia a livello strategico
sia a livello operativo sia nel Mktg che nelle vendite oltre che nel disegno delle
strutture.
- Team Europe: A maggior supporto di questi Cambiamenti
è stata utilizzata una Information Technology adeguata? Se sì, da quali Management
Departments?
- Intervistato:No mi sono rifatto alla metodologia
sopra citata, ma senza supporto tecnico.
- Team Europe: Indichi in ordine di Priorità almeno i
primi 2 Modelli adottati nella gestione di questi importanti Cambiamenti. Modelli
che si possono definire appunto “MODELLI DI SUCCESSO“ (BEST PRACTICES)
- Intervistato:
- Team Europe: Guardando al futuro come definirebbe l’Azienda
modello del domani? Quale a suo avviso dovrebbe essere la caratteristica essenziale
e quale la principale MISSION?
- Intervistato: Visto che siamo nel caos e nell’instabilità
non credo si possa identificare un solo modello di azienda ideale. Credo che la
missione debba essere distinta per due tipologie di aziende, 1) I grandi leader
mondiali che sono e saranno ancora “condannati” all’infinita crescita profittevole,
o sparire dal mercato per essere inglobati da qualche altra azienda più forte. 2)
Le aziende di dimensione media per le quali la mission dovrà essere la permanenza
sul mercato con il mantenimento di margini accettabili, riscoprendo il concetto
“del buon padre di famiglia”. Per entrambe condizioni necessarie e indispensabili
saranno Velocità e Flessibilità.
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