Team Europe
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Roberto Nannini

Intervista rilasciata da: Roberto Nannini

Direttore Commerciale - Illva Saronno

  • Team Europe: I cambiamenti avvenuti negli ultimi anni hanno profondamente modificato la società. Indichi quali secondo Lei sono le tre caratteristiche principali della società attuale:
    COMPETITIVA - COMPLESSA - SELETTIVA - INSTABILE - CAOTICA - MERITOCRATICA ?
  • Intervistato: Rivoluzionaria nella sua accezione più negativa, si cambia perché si vuole lasciare la propria impronta, non per migliorare veramente, tutti pensano di essere dei geni e più bravi di quelli che hanno “creato” prima. Instabile, in conseguenza di ciò ci si trova in un clima di instabilità estrema, le cose cambiano più velocemente di quanto le persone possano fare, i gap generazionali sono sempre più ristretti infatti bastano pochi anni di differenza per creare gruppi molto diversi tra loro e lo vediamo specialmente nei target più giovani. 100 anni fa un anziano era un “vecchio saggio” carico di esperienze e sapere, oggi si diventa dei “vecchi rimbambiti” lontani dalle realtà e poco hanno da offrire alle nuove generazioni, forse solo un po’ di umanità residua, ma questa non viene più capita dalle nuove leve. Caotica, in nome della “democrazia e dei diritti” di tutti, si vede che chiunque anche senza la minima preparazione o conoscenza, perora in maniera cieca cause o argomenti di vario genere. Non esistono più termini di riferimento condivisi da tutti, principi o “etica”, c’è una segmentazione ed uno spezzettamento estremo delle idee, dei concetti, di cosa è giusto e cosa è sbagliato ed il livello di conflittualità nella società è altissimo.

  • Team Europe : Come valuta complessivamente il cambiamento avvenuto? POSITIVO – NEGATIVO – NEUTRALE. Ritiene sia stato percepito in tempo?
  • Intervistato: Negativo, penso che recepirlo in tempo o no faccia poca differenza, il livello di caos è talmente elevato che ritengo improbabile che esistano organi o organizzazioni che siano in grado di comprendere cosa dovrebbe essere fatto e tanto meno metterlo in pratica. A tal proposito viene in aiuto il libro “Cavalcare la tigre” di Julios Evola che spiega come questa tendenza fosse già sentita e presente negli anni ’30, e già a quell’epoca si riteneva improbabile poter essere in grado di intervenire e guidare un possibile cambiamento o correzione della rotta.

  • Team Europe: Ritiene che la qualità dell’ambiente di lavoro e del Management delle proprie responsabilità siano migliorate, peggiorate oppure sono rimaste stabili? Perché?
  • Intervistato: Faccio riferimento all’arco temporale che per la mia età posso commentare con cognizione di causa, nella fattispecie gli ultimi 20 anni. La qualità del lavoro e le responsabilità sono definitivamente cambiate, alcune in meglio, alcune in peggio, mi soffermerò su quella che ritengo la più eclatante. La mancanza di sicurezze. Ci sono state varie crisi economiche e un’ alternanza di periodi più o meno positivi, ma dall’inizio del nuovo millennio alcune cose sono cambiate per sempre e hanno cambiato il mondo e di conseguenza il mondo del lavoro in modo radicale. Per la forza lavoro in Italia e conseguentemente anche per i managers, il lavoro era un dato di fatto, oggi non lo è più. Dopo espansioni troppo disinvolte ci si trova oggi di fronte ad un ridimensionamento importante accentuato dalla concentrazione aziendale che ha ridotto in maniera più che sostanziale la richiesta di managers, qualcuno dirà è già successo durante altre crisi economiche e questo è vero, ritengo però che oggi non ci sarà una inversione di tendenza, ma ci sarà una stabilizzazione al livello attuale, non si vedono le condizioni nè a medio nè a lungo periodo per una vera ripresa generalizzata.

  • Team Europe: Indichi quali dei seguenti cambiamenti l’hanno spinta a cercare soluzioni alternative nel suo stile di management:
    PREVALENZA DI UN SISTEMA DI VALORI QUALITATIVO
    MAGGIORE COMPLESSITA’
    MAGGIOR COMPETITIVITA’ E CONFRONTO
    AUMENTO DELLA CONFLITTUALITA’ DI INTERESSI.
  • Intervistato: Questi cambiamenti mi hanno spinto a smettere di cercare nuovi sistemi di management e a rispolverare i vecchi manuali, oggi più che mai contano le persone e le persone oggi hanno bisogno di guida e sicurezza, i managers sono un po’ meno spavaldi, “la paura fa 90”, mi riferisco alla paura all’esterno del proprio ambito lavorativo e cercano maggiormente posizioni e percorsi di carriera chiari e programmati, credo sia finito il tempo delle sgomitate all’impazzata, non ci sono più le condizioni, oggi un passo falso costa molto più caro che 10/15 anni fa. Nel mio team cerco d’instaurare un processo di sviluppo e anche quando ci sono cambiamenti veloci da fare cerco di far vivere i processi come evolutivi e non di rottura, cerco di ridurre lo stress non collegato a specifici aspetti lavorativi al minimo. Cerco inoltre di disegnare gli organici in modo da avere intercambiabilità di alcune posizioni, ma non creo concorrenza, ce n’è già troppa nel mercato, e disegno percorsi di medio periodo per ogni membro del team. Elementi fondamentali a mio giudizio sono la ricerca della professionalità massima, perciò fenomeni di job rotation contenuti, e la continuità nel lavoro, perciò comporre un team di persone che duri nel tempo per garantire continuità al lavoro e specialmente al processo strategico.
  • Team Europe: In base ai Cambiamenti da lei elencati, come è stata vissuta e accettata dalla sua azienda e dai suoi diretti Collaboratori la conseguente NECESSITA’ AL CAMBIAMENTO?
  • Intervistato: Nella mia azienda questo “ritorno alle origini” è stato vissuto molto bene a tutti i livelli, in conseguenza del fatto che la ILLVA viene da un periodo di continui ed eccessivi cambiamenti organizzativi, specialmente nell’area commerciale e la definizione di una direzione di lungo periodo oltre ad una stabilizzazione delle procedure e del modus operandi era necessaria e ansiosamente attesa specialmente nell’ambito dei collaboratori.

  • Team Europe: Si è trovato di fronte a una certa RESISTENZA AL CAMBIAMENTO? Se sì, come l’ha affrontata?
  • Intervistato: Nonostante sia piuttosto comune trovare una certa resistenza al cambiamento, questo fenomeno in ILLVA è stato abbastanza limitato grazie anche ad un lavoro di preparazione sulle persone che ha facilitato molto l’accettazione dei cambiamenti. Per gli inevitabili casi di impossibilità al cambiamento ho avuto il lusso del tempo, si sono create condizioni al contorno non più ideali che hanno favorito la ricerca di altre soluzioni lavorative, posso con una certa soddisfazione affermare tutti i cambiamenti sono avvenuti senza che nessun membro del team sia stato allontanato o siano state create intenzionalmente quelle condizioni sfavorevoli alla permanenza in azienda.
  • Team Europe: Quali sono stati i PRINCIPALI CAMBIAMENTI da lei apportati? In quali delle seguenti Aree ? SALES STRATEGY – TRADE APPROACH – SALES ENGINEERING – INFORMATION SYSTEM - Altro:?
  • Intervistato:Intelligence, Missione aziendale: ridefinizione della strategia di lungo periodo alla luce dei notevoli cambiamenti negli assetti dei principali gruppi concorrenti nei nostri mercati. Marketing: Prodotti, revisione sostanziale del portafoglio per creare un pacchetto prodotti più in linea con le esigenze del mercato sia nei confronti del consumatore finale sia nei confronti del trade. Comunicazione, un notevole cambio nella strategia di comunicazione sia in termini di messaggio sia in termini di composizione media, ho spostato molto gli investimenti dalla televisione a investimenti in attività di marca nei luoghi di consumo dei nostri prodotti. Vendite: Nuovo disegno della struttura con netta linea di demarcazione tra Modern Trade e Horeca con una maggiore propensione a portare “la vendita in casa”, nel settore alcolici tutte le aziende si avvalgono di strutture miste con personale diretto e agenti, noi stiamo concentrando le vendite sul personale diretto. Nuovo approccio alle condizioni commerciali sia nella GDO sia nell’Horeca, nel primo cambiamenti volti a massimizzare gli investimenti promozionali, nel secondo volti a massimizzare la copertura distributiva.

  • Team Europe: Nel realizzare i suddetti Cambiamenti ha generato e si è avvalso di un Processo di Innovazione? Se sì, in quali Aree?
  • Intervistato: Anche qui sono tornato abbastanza alle origini, sebbene il modello a matrice che ho utilizzato si sia fregiato dell’inusuale elemento della tridimensionalità, mi sono rifatto ad un modello di ricerche di mercato che avevo utilizzato molti anni fa alla Mars, il modello si chiama infatti Matrix, ma per quanto mi risulta è l’unico che funzioni in maniera tridimensionale aumentando moltissimo la possibilità di introdurre variabili misurabili nel modello, il limite al numero delle variabili che si possono introdurre è dato dal limite del cervello umano di capire e gestire un numero superiore a 5/6 dimensioni, ricordiamoci che i modelli su carta lavorano su 2 dimensioni. La peculiarità di questo modello è che permette di gestire un elevato numero di variabili complesse al fine di verificare il “What if” e dare una simulazione di cosa succederebbe al modello dopo una determinata azione es. lancio di un prodotto, riposizionamento di un altro o dopo il cambio di un’organizzazione di vendita. Ho utilizzato questo modello sia a livello strategico sia a livello operativo sia nel Mktg che nelle vendite oltre che nel disegno delle strutture.

  • Team Europe: A maggior supporto di questi Cambiamenti è stata utilizzata una Information Technology adeguata? Se sì, da quali Management Departments?
  • Intervistato:No mi sono rifatto alla metodologia sopra citata, ma senza supporto tecnico.

  • Team Europe: Indichi in ordine di Priorità almeno i primi 2 Modelli adottati nella gestione di questi importanti Cambiamenti. Modelli che si possono definire appunto “MODELLI DI SUCCESSO“ (BEST PRACTICES)
  • Intervistato:

  • Team Europe: Guardando al futuro come definirebbe l’Azienda modello del domani? Quale a suo avviso dovrebbe essere la caratteristica essenziale e quale la principale MISSION?
  • Intervistato: Visto che siamo nel caos e nell’instabilità non credo si possa identificare un solo modello di azienda ideale. Credo che la missione debba essere distinta per due tipologie di aziende, 1) I grandi leader mondiali che sono e saranno ancora “condannati” all’infinita crescita profittevole, o sparire dal mercato per essere inglobati da qualche altra azienda più forte. 2) Le aziende di dimensione media per le quali la mission dovrà essere la permanenza sul mercato con il mantenimento di margini accettabili, riscoprendo il concetto “del buon padre di famiglia”. Per entrambe condizioni necessarie e indispensabili saranno Velocità e Flessibilità.